7 regole d’oro per un ingresso accogliente e ben organizzato

L’entrata di una casa è un po’ come una “prima impressione” quando si conosce qualcuno: non è tutto, ma è importante. Per questo, chiunque ami l’home living capisce quanto sia importante creare un impatto iniziale positivo e sensoriale, e quanto questo possa essere utile.

Tra le varie regole per un ingresso ben arredato, quindi accogliente e con la giusta personalità, ci sono alcune “norme” non scritte che mettono d’accordo gli esperti di arredamento. Altre regole, invece, sono più soggettive e vengono applicate in modo diverso.

Esamineremo 5 regole che non sono troppo rigide né obbligatorie, ma che possono dare una notevole spinta se abbiamo ospiti o se vogliamo dare un tocco speciale all’aspetto e alla percezione di un ambiente curato. Quali sono?

First impression: ingresso

La prima impressione conta: se non è tutto, serve comunque a introdurre le persone in una casa. Spesso l’ingresso è visto come una “formalità”, ma non è così, e sempre più appassionati di arredamento creano stili e mobili per dare la giusta impressione.

Non è necessario che lo stile sia identico a quello del resto della casa, ma è utile seguire alcune logiche stilistiche e pratiche, come curare l’illuminazione. È anche una buona idea valutare l’aspetto esterno e i colori presenti all’interno.

La prima regola è dare una giusta percezione di spazio fin dall’ingresso: mettere uno specchio, anche non enorme, in una buona posizione, dà l’impressione di uno spazio più grande ed è un primo passo importante.

Cosa posizionare

Seconda regola: usare il mobilio giusto, senza esagerare. Un ingresso deve essere un “tramite” tra l’esterno e la casa vera e propria. Quindi, oltre allo specchio, piccole mensole, scompartimenti o mobili incassati o appoggiati a terra sono utili e possono dare un buon tocco stilistico.

Senza esagerare: riempire l’ingresso come se fosse una stanza secondaria crea confusione, e il caos non dà una buona impressione iniziale, soprattutto a chi non conosce la nostra casa. Meglio scegliere un unico mobiletto, magari mobile, per poterlo spostare.

Terza regola: l’ingresso minimal non è obbligatorio, ma è importante non riempirlo di oggetti. Vanno bene appendiabiti e portachiavi (come quelli sospesi), ma è bene tenerlo il più libero possibile, perché l’ingresso deve essere pratico sia quando si entra che quando si esce.

Illuminazione

Quarta regola: curare l’illuminazione. Se abbiamo poco spazio, la scelta migliore è un faretto direzionabile o una lampada da terra “a testa lunga”. È importante curare l’intensità e la presenza della luce: l’ingresso deve essere ben illuminato, ma è meglio non usare troppe luci.

L’errore comune è esagerare, magari spostando lampade che non si integrano bene con il resto della casa. Meglio ridurre tutto all’essenziale, soprattutto se lo spazio è poco. Se abbiamo molto spazio, possiamo usare due fari o lampade, magari uguali, ma non troppo vicini.

Infine, possiamo valutare un angolo fisso (se già presente) o mobile dove mettere scarpe, cappelli, sciarpe o simili. Non deve essere per forza un appendiabiti, anzi, spesso è meglio qualcosa di più piccolo e pratico. Molti usano questo spazio per le scarpe.

Eliminare le scarpe

È una tradizione orientale sempre più comune: togliere le scarpe in casa. Spesso è un angolo poco evidente, ben distinto dal resto della casa. Se non lo abbiamo, possiamo comprare o riciclare un vecchio mobiletto per questa funzione, che dà un’idea di cura, ma non solo.

Può essere molto utile acquisire questa abitudine asiatica di togliere le scarpe, che aiuta a tenere pulita la casa. Inoltre, essendo più di una moda, può dare una buona impressione agli ospiti e può presentare anche altri oggetti.

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